Composizione Negoziata sotto Attacco: Il Tribunale di Prato Apre una Crepa Pericolosa nel Sistema

15/12/2025

La recente ordinanza del Tribunale di Prato n. 1105 del 26 ottobre 2025 segna un momento di svolta critico per l’istituto della composizione negoziata della crisi d’impresa, introducendo un principio destinato a rivoluzionare la prassi applicativa e a mettere in discussione l’efficacia stessa dello strumento.

Il Caso e la Decisione

Il caso sottoposto all’attenzione dei giudici toscani presenta caratteristiche particolarmente significative: una società gravata da un debito erariale di circa 1,2 milioni di euro, rappresentante il 74% dell’indebitamento complessivo, maturato attraverso un decennio di omessi versamenti sistematici di IVA e ritenute. L’Agenzia delle Entrate si è opposta fermamente alla concessione delle misure protettive previste dall’articolo 18 del Codice della crisi, sostenendo che tale condotta non rappresentasse una fisiologica difficoltà finanziaria, bensì una scelta gestionale consapevole e reiterata.

Il Tribunale ha accolto questa impostazione, revocando le misure protettive e stabilendo un principio di portata generale: la condotta fiscale pregressa costituisce elemento determinante nella valutazione della meritevolezza del debitore per l’accesso alla composizione negoziata.

Il Quadro Normativo di Riferimento

La composizione negoziata, disciplinata dagli articoli 12 e seguenti del Codice della crisi, rappresenta uno strumento preventivo di gestione della crisi d’impresa, caratterizzato dalla nomina di un esperto indipendente e dalla possibilità di ottenere misure protettive del patrimonio durante le trattative.

L’articolo 19 del CCII disciplina il procedimento per la conferma delle misure protettive, prevedendo che il tribunale possa revocarle quando “non soddisfano l’obiettivo di assicurare il buon esito delle trattative o appaiono sproporzionate rispetto al pregiudizio arrecato ai creditori istanti”.

La Transazione Fiscale: Uno Strumento in Crisi

Particolarmente significativo è l’impatto della decisione sulla transazione fiscale introdotta dall’articolo 23, comma 2-bis del CCII. Questo strumento, che consente all’imprenditore di formulare proposte di accordo transattivo alle agenzie fiscali durante le trattative, ha già mostrato risultati deludenti nella prassi, con un numero infinitesimale di accordi effettivamente raggiunti.

La possibilità per l’Agenzia delle Entrate di influenzare l’esito della composizione fin dall’avvio, opponendosi alle misure protettive, rischia di rendere ancora più difficile l’utilizzo di questo strumento, vanificando le aspettative del legislatore.

Le Implicazioni Sistematiche

La decisione del Tribunale di Prato introduce una valutazione di meritevolezza che va oltre i criteri tradizionalmente utilizzati per l’accesso agli strumenti di regolazione della crisi. Se da un lato è comprensibile la necessità di evitare abusi da parte di imprenditori che utilizzano sistematicamente l’omesso versamento di tributi come forma di autofinanziamento, dall’altro si pone il rischio di creare un precedente che possa compromettere l’accesso alla composizione negoziata per una vasta categoria di imprese.

Il principio emergente dalla pronuncia potrebbe infatti estendersi a tutte le situazioni in cui l’indebitamento tributario rappresenti una componente significativa del passivo aziendale, indipendentemente dalle cause che lo hanno generato.

Le Criticità del Sistema

L’ordinanza evidenzia alcune criticità strutturali del sistema:

  1. Asimmetria di potere: L’Agenzia delle Entrate, spesso creditore principale nelle crisi d’impresa, acquisisce un potere di veto de facto sull’accesso alla composizione negoziata.
  2. Incertezza applicativa: L’assenza di criteri oggettivi per valutare la “meritevolezza” del debitore genera incertezza interpretativa e disparità di trattamento.
  3. Contraddizione sistemica: Il legislatore ha previsto specifiche disposizioni per il trattamento dei crediti tributari nella composizione negoziata, ma la prassi giurisprudenziale rischia di svuotarle di contenuto.

Prospettive Future

La decisione del Tribunale di Prato apre scenari inediti che richiedono attenta valutazione da parte degli operatori del diritto. È necessario un intervento chiarificatore, possibilmente a livello normativo, che definisca criteri oggettivi per la valutazione della meritevolezza del debitore, bilanciando l’esigenza di prevenire abusi con quella di garantire l’effettività degli strumenti di gestione della crisi.

Nel frattempo, i professionisti dovranno prestare particolare attenzione alla composizione del passivo aziendale e alla condotta fiscale pregressa dei propri assistiti, valutando attentamente l’opportunità di accedere alla composizione negoziata in presenza di significativi debiti tributari derivanti da omessi versamenti.

La pronuncia rappresenta un monito per il sistema: senza un equilibrio tra rigore e flessibilità, gli strumenti di gestione della crisi rischiano di perdere la loro funzione sociale ed economica, trasformandosi da opportunità di risanamento in ostacoli insormontabili per le imprese in difficoltà.

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